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Esiste una montagna “sacra” nel Parco Gran Paradiso?

Si tratta di un’iniziativa che vorrebbe rendere una cima all’interno del parco, il Monveso di Forzo (3.322 m), non più calpestata da piede umano. A promuoverla è un comitato che chiede in tal modo di rendere omaggio allo spirito di conservazione della natura, tra i principi fondanti alla base dei parchi nazionali. Il primo appuntamento sul territorio del parco è previsto per domenica 19 giugno, in Val Soana: una breve escursione nel Vallone di Forzo, proprio dove si trova la montagna prescelta come “sacra per la natura”.

Non si parla dunque di un’antica leggenda o di un rituale religioso, bensì di una proposta concreta, animata dai più nobili ideali, priva di costi e divieti: consacrare una vetta del Parco alla natura. Un territorio da cui escludere, dunque, sulla base di una libera scelta individuale, la frequenza e la presenza umana, per dare senso compiuto e concreto al centenario del parco (1922-2022).

L’idea, sostenuta da un comitato in cui sono rappresentate varie competenze, si deve a Toni Farina e Antonio Mingozzi, il primo rappresentante delle associazioni ambientaliste nel consiglio del Parco nazionale del Gran Paradiso e il secondo ex direttore del parco. Si può aderire su un’apposita pagina web compilando un semplice modulo. Attualmente si contano oltre 800 firmatari, l’elenco include diverse personalità di spicco del mondo dell’alpinismo, ricercatori, scrittori, giornalisti e dirigenti del CAI, il Club Alpino Italiano. Significativa l’adesione dell’Alpine Club (club alpino inglese).

Il Monveso di Forzo visto dal versante piemontese. Ph:Wikimedia

La scelta del Monveso di Forzo, tra la Valle Soana e la Valle di Cogne, non è casuale: nonostante la sua iconica forma piramidale, non si tratta di una cima particolarmente gettonata tra le mete degli scalatori, quindi una rinuncia non sarebbe un onere troppo gravoso per gli appassionati di montagna.

Si tratterebbe quindi di una scelta totalmente simbolica, volta – come si legge nel manifesto ufficiale – a riflettere sulla necessità di una “transizione culturale” per far fronte alle grandi sfide globali che l’umanità è oggi chiamata a risolvere e sul ruolo che in ciò possono avere le aree protette.


Proclamare una montagna “sacra” sarebbe un gesto simbolico, per invitare a riflettere sulle grandi sfide globali che l’umanità è oggi chiamata a risolvere e sul ruolo che in ciò possono avere le aree protette.


Due concetti sono ritenuti centrali: “Il primo è quello dell’invasività umana che pervade ogni angolo del pianeta e della necessità di lasciare spazio alla “alterità” (gli altri esseri viventi). Il secondo è quello di “limite di conquista”, in una società segnata da velocità, competizione e scellerata crescita di consumo di risorse naturali, accumulo di rifiuti e degrado degli ecosistemi”.

Esiste dunque una montagna “sacra” all’interno del Parco nazionale Gran Paradiso?
Non ancora, perchè nonostante la vasta adesione, e nonostante il progetto non preveda divieti e neppure costi, finora l’ente di gestione del parco non ha aderito.

(Da sinistra) Punta Gialin 3270 m, Grande Uja di Ciardonei, Col Ciardonei, Punta delle Sengie 3408 m, Roccia Azzurra 3308 m, Monveso di Forzo 3322 m e Punta di Forzo 3296 m. Foto: Federico Raiser

Questa infatti la risposta dell’Ente Parco circa la possibilità di un coinvolgimento istituzionale, pubblicata su Migrazioni Verticali, il blog di Manuela Mimosa Ravasio:

Il Consiglio direttivo dell’Ente Parco Nazionale Gran Paradiso ha deciso di non aderire alla proposta di istituire una “montagna sacra” nel territorio del Gran Paradiso in occasione del centenario del Parco ma di lasciare libero ogni consigliere di farlo a livello personale, trattandosi di una proposta culturale.

È necessario, infatti, distinguere la libera adesione personale a questa idea che ogni consigliere può prendere in totale autonomia, rispetto ad un atto formale del Consiglio dell’Ente che è chiamato a prendere delle decisioni sul suo territorio di competenza, imponendo o, come in questo caso, avallando comunque vincoli e limitazioni che non si relazionano con i suoi documenti di pianificazione.

Il Regolamento del Parco prevede infatti che l’accesso al Parco è libero. Il Consiglio ha inoltre evidenziato come la proposta sia priva dell’assenso dei comuni interessati, senza il quale il Consiglio non può prendere nessuna decisione di merito e neppure di indirizzo.

Nonostante queste prime difficoltà, il comitato ha deciso di andare avanti, organizzando quindi la prima uscita pubblica del progetto sul territorio del parco, domenica 19 giugno, in collaborazione proprio con il Comune di Ronco, in Val Soana.
Si tratterà di una breve, ma significativa escursione nel Vallone di Forzo, dove si trova la montagna prescelta come “sacra per la natura”. A seguire non mancherà la musica, con il concerto folk dei LabGraal.

Per saperne di più e aderire si può visitare il sito di riferimento.

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